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mercoledì 28 novembre 2012

Montesano sulla Marcellana (SA) dice no alla Stazione “di morte” Elettrica di 70.000 metri quadri




Il Comitato Cittadino “Nessun dorma” costituitosi contro la costruzione di quella che potrebbe essere una mastodontica Stazione “di morte” Elettrica di 70.000 metri quadri, ad altissima tensione, che dovrebbe essere realizzata a pochi metri dal popoloso centro abitato dove viviamo e dove vivono altre 3000 persone, nella frazione Scalo di Montesano Sulla Marcellana in provincia di Salerno, con la presente lettera, alle battute finali di un lungo percorso intrapreso per evitare la costruzione della suddetta stazione elettrica, CHIEDE L’AIUTO DI QUANTI POSSANO VENIRE IN NOSTRO SOCCORSO IN QUESTA LOTTA, DANDO AMPIA ECO AL NOSTRO GRIDO DI ALLARME!

Tutto è iniziato nel giugno della scorsa estate, nel 2011, quando, in molti, percorrendo la strada obbligatoria che collega le diverse frazioni del paese, notammo che si lavorava a ritmi serratissimi di giorno e addirittura di notte, con enormi sbancamenti di terra e dunque con un via vai di camion spropositato, ad un cantiere enorme, apparso all’improvviso dal nulla, al posto del quale, fino a qualche giorno prima vi erano dei campi agricoli fertilissimi, attraversati dal Fiume Imperatore e dal Torrente Pantanelle.
In quei giorni, nel pieno della calura estiva, nei vari bar e nei ristoranti, si incontravano gli operai che uscivano dal cantiere per la pausa pranzo, tutti provenienti da altre regioni d’Italia… facevano discorsi strani, lasciando afferrare delle frasi del tipo: “ questi sono dei pazzi!” oppure, rivolgendosi alla gente del posto, domandavano perplessi: “ma cosa vi state facendo fare?” o ancora “non abbiamo mai realizzato un’opera del genere così vicina al centro abitato! Prima, per bere un caffè dovevamo prendere la jeep e fare minimo cinque chilometri, adesso arriviamo al bar a piedi in cinque minuti!”. Queste affermazioni ci lasciavano sgomenti e la tensione non faceva che salire tra la gente, mentre i lavori dell’ignoto cantiere procedevano così repentinamente e rumorosamente da rendere impossibile anche il riposo notturno ai residenti.

Iniziando così ad insinuarsi in noi il sospetto che potesse trattarsi di un’opera non lecita, non avendo mai sentito parlare di grandi progetti per quella località, ci rivolgemmo subito ad alcuni consiglieri comunali ( insediatisi con le elezioni che si erano svolte non più di venti giorni prima) per chiedere spiegazioni. I consiglieri di minoranza, anch’essi alquanto turbati e ancora nella confusione del caos elettorale, iniziarono immediatamente ad acquisire informazioni…
Intanto l’estate si faceva sempre più torrida, molti partivano per le vacanze, rendendo la cosa più difficile, mentre il cantiere continuava a ritmi serrati anche in pieno agosto, addirittura lavorando anche la notte precedente il Ferragosto!
Dopo che la minoranza consiliare ebbe acquisito tutti i documenti e fatta richiesta di un consiglio comunale straordinario, tenutosi il 22 settembre 2011, capimmo definitivamente che stava accadendo qualcosa di molto grave, ad un passo dalla nostra vita… Il progetto in questione, si riferiva ad un ma si stava realizzando tutt’altro! Di fatto, il Parco Eolico non si sarebbe mai realizzato! Si, se ne era parlato, ma nel lontano 2006! E quel progetto parlava di in un posto lontano da lì almeno trenta chilometri, in piena montagna! Che senso aveva allora costruire una sottostazione di 70.000 metri quadri senza il Parco? Che senso aveva in quella località pianeggiante a ridosso di un fiume, dove non soffia un alito di vento e che molto spesso con le forti piogge si inonda?
Decidemmo di costituirci in un comitato cittadino che nel corso di quest’ anno, dal settembre 2011 al novembre 2012 ha intrapreso diverse azioni.
Con i nostri legali ed i nostri tecnici, tutti volontari, passammo le notti ad esaminare tutta la documentazione fornitaci dalla minoranza consiliare, saltarono subito all’occhio numerosissimi illeciti amministrativi, primo tra tutti l’abuso edilizio in un’ area sottoposta a vincolo paesaggistico
( ex legge 42/04 art. 142 – fascia di rispetto fluviale- vallone Pantanelle n. 126 elenco acque pubbliche ) per la quale non fu, né è mai stato rilasciato lo svincolo da parte della Soprintendenza ai beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno, Avellino e Benevento. In data 03/10/2011 il Comitato inviò un esposto alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per sollecitare i controlli su quanto stava accadendo, la Sovrintendenza repentinamente inviò al comune l’ordine di sospendere i lavori ( Comunicazione della Soprintendenza al comune di Montesano S/M per estendere l'azione repressiva dell'Ordinanza n.26/11 nota della Soprintendenza prot. 9342 del 3/10/2011). La stazione elettrica sarebbe stata prevista, in un’area sismica, a ridosso del fiume Pantanelle, con il muro di cinta a meno di tre metri dalle sponde del fiume.

Dalle indagini per la verifica delle autorizzazioni da parte della Regione Campania emerse immediatamente un gravissimo illecito, la mancanza della V.I.A. da parte della Commissione Ambientale della Regione Campania per il Comune di Montesano, mentre la stessa veniva rilasciata solo ed esclusivamente per il Comune di Casalbuono (territorio dove il progetto era originariamente previsto, in una zona di alta montagna).
Intanto, magicamente, nella Seconda Conferenza dei Sevizi datata 2 Febbraio 2010 ( tenutasi presso il Sevizio Regolazione dei Mercati della Regione Campania) la sottostazione elettrica del parco eolico denominato Montesano –Casalbuono, si trasformava in una mega stazione elettrica di “importanza strategica nazionale” a trenta chilometri di distanza dal luogo del progetto iniziale e nel pieno centro abitato di Montesano Scalo, frazione di Montesano S/Marcellana. Mancava inoltre il parere della Commissione Paesaggistica del Comune di Montesano; Il progetto non era mai passato al vaglio del Consiglio Comunale e veniva presentato su mappe catastali vecchissime, dove sembrava non esservi presenza umana a chilometri. Tutti i permessi acquisiti, continuavano a riferirsi al 2008, ovvero alla Prima Conferenza dei Servizi ( 11/09/2008) , prima del cambiamento totale del progetto e della sua delocalizzazione, l’unica comunicazione redatta e trasmessa nei verbali della Seconda CDS restava la seguente: 10/02/2010 (prot. comune Montesano) SBS comunica agli Enti della CDS e p.c. a Terna, che " A valle delle richieste avvenute nella CDS dell'11/09/2008, sono state apportate mere modifiche progettuali consistenti nello spostamento di poche decine di metri alcuni aerogeneratori" , pertanto trasmette in allegato la relativa documentazione integrativa a corredo del progetto definitivo già esaminato. Data la scarsa rilevanza delle modifiche al layout dell'impianto, SBS ritiene di poter considerare validi i pareri di competenza già espressi e notificati. Allega il progetto con la nuova S.E. datato Dicembre 2009.
Appena messi a conoscenza di questo mostruoso inganno, come comitato promuovemmo immediatamente una petizione popolare che raccolse in poco meno di 15 giorni circa 2000 firme! Che furono depositate in Comune e presso tutti gli Enti che avevano partecipato alle Conferenze dei Servizi tenutesi a Napoli, evidenziando la truffa ed il raggiro nel voler far passare una mega-stazione elettrica di raccordo e smistamento per l’energia nazionale, per la quale occorrono tra l’altro permessi ministeriali, per un piccolo parco eolico posizionato lontano, sulla dorsale di una montagna.
Consapevoli che si stava per compiere uno sterminio di massa, grazie al consulto con oncologi di fama e di pediatri, valutando le conseguenze che quel tipo di onde elettromagnetiche avrebbero avuto sulla salute di noi tutti organizzammo un importante convegno, che si tenne il 28 dicembre 2011 invitando come relatori vari tecnici e medici specialisti che scrupolosamente esaminando la situazione, avvallarono tutte le nostre preoccupazioni.
La petizione intanto raggiunse anche al Presidente della Repubblica, che tramite la Prefettura, ci espresse il Suo sostegno.
Da allora, l’intero paese, il Comitato e l’Amministrazione Comunale tutta, i paesi limitrofi e l’Ente Parco, si sono mobilitati con tutti i mezzi a disposizione per dire “NO” alla Stazione Elettrica in pieno centro abitato a Montesano Scalo e all’elettrodotto che ne deriverà!
Denunciando che non è stata effettuata nessuna preventiva ed adeguata campagna di informazione per la popolazione, né sull’opera costruenda né sulle misure di prevenzione che s’ intendono adottare contro l’elettrosmog a quella distanza ravvicinata con le case, le scuole di ogni grado, la chiesa e tutte le attività commerciali e, tenendo conto che il territorio di Montesano Sulla Marcellana si presta notevolmente ad uno sfruttamento turistico per la presenza della vicina Certosa di Padula ( cinque chilometri ) ed è zona di grande interesse paesaggistico e tenendo altresì conto della naturale vocazione termale del comune ( sorgenti S. Stefano) ed evidenziando che il medesimo territorio è stato già “massacrato” da una mastodontica Stazione di pompaggio Gas Snam, a monte nella frazione di Tardiano di Montesano.

Dal 27.11. 2011, i lavori restano fermi per via del sequestro cautelativo da parte della Procura della Repubblica di Sala Consilina, grazie alle denunce dei cittadini che si sono costituiti parte civile.. Ma la società costruenda ha fatto ricorso al T.A.R. Lazio contro il Comune e contro la stessa Soprintendenza.
Abbiamo coinvolto nelle nostre azioni di sensibilizzazione anche le Associazioni Italia Nostra, Legambiente, ed il Copat che stanno seguendo la nostra questione, ritenendo che “interventi così pesantemente incisivi sul territorio, sulla qualità della vita degli abitanti e sul paesaggio debbano necessariamente essere pianificati con attenzione e concordati con le popolazioni residenti coinvolte, prassi regolarmente ignorata su tutto territorio nazionale, per evidenti interessi economici. In Campania é scandaloso che la Regione continui a non pianificare il settore energetico e ad approvare vari imponenti impianti, in modo quanto meno discutibile e superficiale. Straordinariamente sconcertante e' però la possibilità che la realizzazione di una stazione elettrica di tali dimensioni non solo venga imposta alla popolazione ma non sia stata regolarmente autorizzata”.
Sono state sollecitate interpellanze alla Regione Campania, presentate dall’On.Pica con richiesta di annullamento per autotutela dell’autorizzazione, facendo emergere le inspiegabili incongruenze dell’iter amministrativo , che proprio in Regione trovano le loro origini.( Tale procedura è stata richiesta precedentemente anche dal tecnico comunale, con esito negativo). Ed anche alla Camera dei deputati, con la cortese disponibilità dell’On. Zamparutti membro della commissione ambiente alla Camera. L’interpellanza ha evidenziato le giuste preoccupazioni della popolazione di Montesano, sulle ripercussioni negative di un tale impianto, che, ripetiamo, non porterebbe alcun beneficio alla popolazione, ma aumenterebbe soltanto i problemi di salute tristemente noti a tutti.
E’ stato presentato dall’ing. Donato Cancellara ( responsabile della battaglia sulla stazione di Spinazzola) con il nostro assenso, il 21/01/2012 un dettagliato ricorso al Ministero ai beni culturali su problematiche emerse in diversi progetti di stazioni elettriche Terna nelle Regioni: Campania, Puglia e Basilicata. In esso si sottolinea che le stazioni di Montesano S/Marcellana, Ariano Irpino, Montemilone, Spinazzola hanno tutte un unico denominatore, sono tutte ubicate in aree vincolate dal punto di vista paesaggistico e archeologico.
Sono state inviate azioni di proteste al Ministero dello Sviluppo Economico contro il piano di sviluppo di Terna che individua la stazione elettrica di Montesano come opera strategica. Si precisa che la stazione elettrica di Terna S.p.A., PRIMA di una sua autorizzazione alla realizzazione, DOVEVA essere presente in un documento chiamato Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN), predisposto annualmente da Terna S.p.A. e tale piano Doveva ricevere l’approvazione del Ministero dello Sviluppo Economico,(come precisato all’art. 9 comma 2 lettera d del Decreto del Ministro delle Attività Produttive 20 aprile 2005), ancora ad oggi non pervenuta.

Il 27 maggio 2012 si è tenuto un incontro pubblico sulla problematica “stazione elettrica” con raccolta fondi per coprire le spese per intervenire nell’udienza di merito al TAR LAZIO con un intervento ad opponendum dei cittadini , per portare a conoscenza del Tribunale le motivazioni dei cittadini e far conoscere la brutta storia fatta di raggiri e falsità.
Il 3 Luglio 2012, si è svolta presso la VII Commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Campania, l’Audizione relativa alla stazione elettrica di Montesano sulla Marcellana, ubicata in località Pantanelle.
L’audizione, presieduta dall’ On. Luca Colasanto e voluta dall’ On. Donato Pica, ha visto la partecipazione del primo cittadino Dino Fiore Volentini, del referente del comitato “Nessun dorma” Arch. Teresa Rotella, il legale del comitato Avv. Monica Vassallo, dell’Ing. Michele Rienzo capoufficio tecnico della comunità Montana, delegato da quest’ultima.
Durante gli interventi, sono state illustrate le motivazioni legali che dovrebbero impedire la costruzione della stazione elettrica oltre ad un ausilio di documenti e materiale fotografico: una stazione, come accuratamente è stato sottolineato, non una sottostazione come contrariamente viene presentata.
Il comitato, ancora una volta ha ribadito,infatti, la mancata distanza a norma delle abitazioni e in particolare come il primo nucleo abitativo si trovi a 25 metri dall’ opera, addirittura inglobato in essa e di come non venga rispettata la distanza prevista per legge dalla stazione e la distanza fluviale.
Inoltre, non risulta reso il parere della Soprintendenza per i beni architettonici e del paesaggio di Salerno, per un’area posta a vincolo paesaggistico: in tal caso è escluso il silenzio assenso per il parere riguardante il VIA (Valutazione Impatto Ambientale) per il parere paesaggistico di competenza della Soprintendenza e per il parere ambientale della Provincia o Regione.
Il Presidente Colasanto si è impegnato a convocare in tempi brevi i responsabili degli uffici competenti per un doveroso confronto sulle tematiche illustrate.
Sentenza Prima Udienza TAR Lazio:
con ordinanza collegiale n. 6471/2012 il TAR del Lazio reputa sia necessario acquisire dalla Regione Campania copia del provvedimento di autorizzazione della stazione elettrica completa di tutti gli allegati grafici e descrittivi agli atti degli Uffici, con particolare riguardo a quelli relativi alla progettazione della stazione medesima. Dovrà, altresì, essere redatta a cura della Regione una relazione di chiarimenti circa le caratteristiche e la localizzazione della stazione elettrica di cui al progetto di Essebiesse Power srl.
Lunedì 29.10.2012 presso la VII Commissione Ambiente della Regione Campania si è tenuta la Seconda Audizione ad oggetto: Stazione elettrica di Montesano .
Erano presenti : il Comitato con l'avvocato Monica Vassallo,Teresa Rotella coordinatrice del Comitato, Angela Spenillo e Lorenzo Spenillo in qualità di proprietari e cittadini lesi. L'on. Donato Pica che aveva richiesto la convocazione d'urgenza prima della Seconda Udienza presso il Tar Lazio. Era presente inoltre per l'Assessorato all'Ambiente, il funzionario del settore Dott.ssa Pollinaro. Il risultato è stato strabiliante: la corretta documentazione della V.I.A. e la documentazione grafica allegata riconfermano chiaramente che la Sottostazione era ubicata nel Comune di Casalbuono. Inoltre ci è stato consegnato il resoconto integrale dell’audizione da poter consegnare al Tar , con le conclusioni dello stesso, dove si evince che come cittadini di Montesano abbiamo ragione da vendere!
Il 7 Novembre 2012, c’è stata la seconda accesissima e durissima udienza dinanzi il Tar del Lazio sezione di Roma, nel giudizio n. 8582/11 Reg. ric.
L'udienza pubblica tenutasi oggi al TAR del Lazio ha visto la partecipazione degli avvocati delle società TERNA spa ed ESSEBIESSE Power, parti ricorrenti e degli avv.ti del Comune di Montesano S/M e dei cittadini, parti resistenti. ASSENTI: Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle province di Salerno ed Avellino, la Regione Campania e Legambiente.
La relatrice, dott.ssa Silvia Martino, ha palesato grande disappunto nei confronti del Comune di Montesano e della Soprintendenza in merito alla mancata impugnazione degli atti del procedimento nei termini di legge. Il Presidente Tosti ha mostrato enorme interesse per le ragioni dei cittadini che, a causa della "superficialità" mostrata dalla P.A. nel procedimento di autorizzazione, potrebbero subire una gravissima violazione del diritto alla salute. Il Presidente ha favorevolmente accolto, nonostante la irritualità, il deposito fatto dai cittadini costituiti, del resoconto verbale della VII Commissione Ambiente presso la Regione Campania relativo all'incontro del 29.10.2012, al quale hanno tra l'altro partecipato esponenti del Comitato, ma purtroppo, nessun esponente del Comune di Montesano e nel quale la dirigente del servizio VIA ha espressamente ammesso che sul progetto che si sta per realizzare la Commissione Ambiente non è mai stata convocata e che, pertanto, sul sito non esiste Valutazione di Impatto Ambientale. Occorre ricordare che TERNA si appresta a costruire una Sottostazione di trasformazione dell'energia elettrica da altissima a media tensione, su una superficie che si estende per 70.000 mq, 7 ettari, ad elevatissima emissione di onde elettromagnetiche, in zona vincolata ed antropizzata. Non possono essere fatte previsioni sui tempi dell'emanazione della sentenza. Si attende di conoscere il risultato, il quale, nella denegata ipotesi in cui dovesse essere negativo, si auspica da tutte le parti, sarà oggetto di impugnazione, dinanzi il Consiglio di Stato, da parte del Comune di Montesano S/M. I cittadini continueranno a battersi tenacemente per far valere le proprie ragioni sia davanti alle Autorità competenti, sia mediaticamente, cercando fino in fondo di difendere la propria salute ed il proprio territorio.
Il Sud dell’Italia, il nostro Sud, non può divenire una terra di tralicci, elettrodotti, stazioni elettriche come ha progettato Terna , con conseguente aumento di malattie mortali…
In questi giorni si sta decidendo il nostro futuro.
Abbiamo paura, tanta! Per la nostra vita, per i nostri affetti, per il futuro buio che potrebbe aspettarci, nessuno è più incentivato a fare progetti, ma dove potrà andare d’altro canto dopo aver investito i risparmi di una vita per comprare una casa?
Abbiamo paura che un Tribunale Amministrativo guardi solo al rispetto delle date e delle scadenze, ma non al valore della vita umana, senza dar peso a conseguenze disastrose ed irreparabili!
ABBIAMO BISOGNO DI AIUTO, DI FAR CONOSCERE QUESTA STORIA FUORI DAL CONTESTO DELLA PROVINCIA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
La portavoce del comitato Barbara Gallotto
La coordinatrice del comitato Teresa Rotella

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