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venerdì 4 maggio 2012

falsi episodi, i luoghi comuni, le leggende costruite dall'iconografia ufficiale circa la storia del Risorgimento

Il piemontese Lorenzo Del Boca a pag. 8 del suo ormai classico volume Maledetti Savoia (Piemme, 1998), comincia ad elencare i falsi episodi, i luoghi comuni, le leggende costruite dall'iconografia ufficiale circa la storia del Risorgimento italiano come viene ancora oggi studiata da scolari e studenti sui testi scolastici.
Nel medesimo volume si scopre così ad esempio, come il Regno Borbonico delle Due Sicilie non fosse affatto arretrato e sottosviluppato come la propaganda successiva all'unificazione volle dipingerlo. Scrive sempre Del Boca: «...Il Meridione riceveva gli ospiti in saloni arricchiti da arazzi, serviva vini pregiati in cristallerie delicate, proponeva tavole imbandite con pizzi e vasellame di Capodimonte. A Torino usavano ancora i piatti di legno. Il Sud conservava la raffinatezza culturale greca e araba e l'Università di Filosofia - fra docenti e studenti - poteva annoverare il meglio dell'”intelligentia” del tempo. Al Nord parlavano un dialetto venuto dai barbari d'oltralpe. Nelle province napoletane si lavorava il ferro, la ceramica, i filati. Le fabbriche di Pietrarsa e l'Opificio Reale rappresentavano il maggior complesso siderurgico dell'Europa del sud, in grado di reggere la concorrenza con Austria e Prussia. Erano dotati di un motore a vapore capace di sprigionare energia per 160 cavalli. Ci lavoravano 1000 operai e altri 7000 vivevano dei manufatti dell'indotto. La fonderia Orotea di Palermo, di proprietà della famiglia Florio, era conosciuta nel mondo per i prodotti di precisione e impegnava 600 operai. Venne poi smantellata per lasciare spazio all'Ansaldo di Genova. Il mercato tessile era saldamente in mano al Meridione. Lo stabilimento di Piedimonte d'Alife, dello svizzero Egg contava 1300 operai 36 filatoi e 500 telai. La maggiore filanda del Nord, la Conti di Milano, impiegava 415 operai.
“ll sud aveva costruito le industrie di Scafati di Mayer e Zollinger, quella di Pallenzano e quella di Salerno. A San Leucio, su 80 ettari di terreno, sorse la più imponente seteria di quei tempi. Il gruppo industriale Guppy, con il socio d'affari Pattison, avviò un'azienda a Napoli per la costruzione di macchine agricole e locomotive a vapore: trovarono posto 1200 dipendenti. Cinquecento metalmeccanici operavano nella Real Fonderia di Castelnuovo, altrettanti nella Reale Manifattura di armi a Torre Annunziata.

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