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venerdì 18 maggio 2012

Nel 1924 in vaste zone dell'ex Regno Duosiciliano la lingua parlata era ancora il Napoletano

Ecco cosa scriveva uno scrittore e linguista, Gerhard Rohlfs, sulla lingua parlata da Napoli a Taranto durante un suo viaggio del 1924:

" ...Il viaggiatore che, in uno scompartimento di III classe nel tragitto da Napoli a Taranto, presti attenzione alla conversazione dei contadini che salgono ad ogni stazione, si renderà subito conto che nel primo tratto – se si trascurano variazioni nell'intonazione e differenze locali minime – la base linguistica è sorprendentemente unitaria. Ma subito dopo la profonda valle del Platano, dalla stazione di Picerno in poi il quadro cambia. Improvvisamente arrivano all'orecchio del viaggiatore forme foniche che non si adattano assolutamente alla situazione osservata fino a quel momento... E così si continua anche dopo che il treno ha superato le stazioni di Tito e Potenza. Soltanto a partire da Trivigno queste caratteristiche scompaiono e, mentre il treno tra le brulle e selvagge montagne della valle del Basento si dirige verso il golfo di Taranto, ricompare improvvisamente la situazione linguistica che, appena due ore prima, era scomparsa così improvvisamente e in modo così inspiegabile..."

Quindi ancora agli inizi del '900 c'era una sostanziale unità linguistica nell'ex regno Duosiciliano, dove l'unità linguistica viene ad interrompersi è perchè da Tito fino a Vaglio di Lucania si parla il dialetto gallo-italico che deriva da immigrazioni del '500 dal Monferrato! Altra prova che le Due Sicilie erano ricche altrimenti non emigravano da noi i polentun!
 Ma subito dopo Trivigno e scendendo verso la valle del Basento fino ad arrivare a Metaponto e poi a Taranto, nuovamente la lingua parlata era quella Napoletana!
Ricordatevi sempre che noi non abbiamo bisogno di inventarci storie e legende come fanno oltrepò, noi siamo un popolo unito culturalmente da 700 anni!
Solo l'avvento della lingua del colonizzatore e con l'introduzione della tv come "scuola" di massa ha fatto in modo che tutti parlassero l'italiano, ma almeno fino al 1950 la lingua madre erano i vari dialetti delle varie città e regioni!

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