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mercoledì 18 aprile 2012

L'ITALIA NON ESISTE!

Ho il sospetto che l’Italia non esista. Che sia, come disse Metternich, un’espressione geografica. Un vestito di Arlecchino su una penisola di popoli e culture diverse tra loro. Una camicia di forza che tiene insieme un Paese riconosciuto dall’Onu, ma sconfessato ogni giorno dai suoi abitanti. Ho il sospetto che da questo sogno, o incubo, ad occhi aperti nascano tutti i nostri problemi. Il comunismo sovietico scrisse i libri di storia per gli studenti polacchi, cechi e lettoni, georgiani e ucraini. Lo stesso fecero il nazismo con i tedeschi, il franchismo con gli spagnoli, il fascismo con gli italiani. Libro di testo, verità di Stato, anche ora, nelle nostre scuole.
Il Risorgimento è stato un errore storico? Forse no, ma vogliamo cominciare a parlarne dopo quasi 150 anni? I Borbone erano regnanti legittimi. Napoli una delle più fiorenti capitali d’Europa. Francesco II amato dai suoi sudditi e la mafia quasi inesistente. Qualcuno ancora crede che i Savoia abbiano liberato le plebi meridionali? L’emigrazione verso le Americhe di milioni di persone dal Veneto e dal sud Italia fu la diretta conseguenza della politica economica dei Savoia. Due guerre mondiali intervallate da guerre di conquista un po’ ovunque in Africa e nel Mediterraneo. Il fascismo. Le mafie. La partitocrazia. Nel 1861 la lingua italiana non la parlava quasi nessuno. Fu imposta per legge. Culture millenarie furono distrutte. Ne valeva la pena? Forse, ma qualcuno dovrebbe spiegarci delle decine di migliaia di meridionali chiamati briganti per poterli ammazzare con la giustificazione. Dei plebisciti all’annessione fatti con quattro gatti. Dell’occupazione di Stati indipendenti da secoli.
Per stare insieme ci vogliono dei buoni motivi anche tra marito e moglie, tra Stati, perchè l’Italia è una somma di ex Stati, ancora di più. Le guerre d’indipendenza le hanno vinte le truppe di Napoleone III, la prima guerra mondiale gli Alleati, l’ultima guerra è invece finita pari. L’abbiamo vinta e anche persa, dipende a che partito politico si appartiene. Dal 1945 la nostra politica estera è fatta dalle truppe americane presenti in Italia.
Siamo un Paese? Su quali basi storiche, sociali, culturali? Abbiamo paura di guardarci allo specchio. Sono bastati quattro mona saliti sul campanile di san Marco a spaventare lo Stato. Leggete i libri di storia delle elementari e delle medie dei vostri figli. Troverete la celebrazione del Risorgimento, i Padri della Patria, ma dell’Italia non troverete traccia.

1 commento:

  1. Sono contrario a tutte le manifestazioni indette per i festeggiamenti dell’unità d’Italia. Tutte le unificazioni, annessioni, “democratizzazioni” sono state fatte e verranno fatte sempre nel sangue dei poveri per gli interessi dei ricchi. Oggi in Italia possiamo ancora assistere alle falsità di politicanti che sperperano decine di milioni di euro in un TAV al nord, per fantomatici flussi preventivati per il 2023, quando non si riesce a prevedere se l’Europa dell’euro, arriverà al mese prossimo e, vengono lasciate delle briciole per il sud, che poi i politicanti locali nemmeno spenderanno, tanto per citare solo un caso. Una Italia però oggi c’è! E non bisogna fare l’errore di contrapporre una “lega di Masaniello” alla lega di Alberto da Giussano, perché questa Italia è quella di milioni di persone che dal sud sono andati a mettere su famiglia al nord e di quelli seppur di meno che dal nord sono andati al sud e tutti passando per il centro. Abito a Milano da 30anni e di Milanesi ne ho conosciuti ben pochi. Oggi Milano è uno dei crocevia d’Italia: campani, siciliani, pugliesi calabresi e tutti gli altri. Siamo milioni. Riesumare la verità storica, sotterrata sotto mucchi di cadaveri e nefandezze è giusto e doveroso ma, per affermare una volta di più che la guerra è un “affare” da ricchi, sempre. Prendere coscienza delle potenzialità del sud Italia è necessario, non per contrapporsi ai padani o recriminare alcunché ma, per cacciare via i politicanti che dal 1860 si sono susseguiti in tutto il sud e che sono i principali artefici di quanto è stato fatto e quanto non è stato fatto. A che serve recriminare contro un nord ingordo nella Campania di Bassolino? A che serve recriminare contro Roma nella Sicilia di Cuffaro o la Calabria di Loiero o la Puglia di Vendola. Credo che sarebbe più proficuo cominciare a cacciare coloro che ancora oggi consentono la depredazione delle risorse del sud e non fanno nulla per il suo “risorgimento”.

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